Quando una banca ti offre un conto o un deposito, vedrai sempre due percentuali diverse. Confonderle tende a portare a decisioni sbagliate nel confronto tra prodotti.
Cosa significa ciascuna?
- Tasso di interesse nominale: la percentuale base pubblicizzata dalla banca. Non tiene conto delle commissioni né della frequenza con cui vengono pagati gli interessi. È la cifra più visibile, ma la meno utile per fare confronti. In Europa si chiama TIN; negli USA, APR.
- Tasso di interesse effettivo annuo: quello che si guadagna o si paga realmente ogni anno. Include commissioni e l'effetto della frequenza di pagamento. È la cifra che permette di confrontare prodotti su basi eque. In Europa si chiama TAEG; negli USA, APY; nel Regno Unito, AER.
Due banche offrono lo stesso tasso nominale del 3%. La banca A paga gli interessi mensilmente; la banca B li paga alla scadenza annuale. Il tasso effettivo della banca A è leggermente più alto perché gli interessi mensili vengono automaticamente reinvestiti. Stesso tasso nominale, ma la banca A vince.
Regola pratica: in genere conviene ignorare il tasso nominale quando si confrontano prodotti. Varrebbe la pena guardare sempre il tasso di interesse effettivo annuo (TAEG in Europa, APY negli USA, AER nel Regno Unito) — è l'unica cifra che mette due offerte diverse sullo stesso piano.